la mirabile:una storia a lieto fine
Posted on | January 14, 2010 | No Comments
di Elena Garbin
A guardarlo ora, sembra che sia sempre stato lì… il capitello con questa Madonna incinta che è madre di tutte le meraviglie. La pietra bianca che lo riveste, felicemente integrata nell’ambiente circostante, nel silenzio di un luogo così vicino al centro del paese e tuttavia così appartato ed ammantato di pace e di silenzio. Un silenzio profondo, che invita alla preghiera ed alla meditazione. Un silenzio intenso che trasporta nella profondità del Suo messaggio: tutte le creature sono figlie di quest’unica Madre, che lei ama di un amore puro e uguale. Non ci sono differenze, non ci sono ingiustizie. Lei ama incondizionatamente!
Ed invece questo affresco non è sempre stato lì, nel capitello della “Pontara della Nena” ai Ferrari, no. Questa Madonna ha dovuto fare un po’ di strada prima di arrivare qui, in questo splendido luogo dove è stata sistemata con l’aiuto di molte persone. E’ partita da Contrada Repele, dove era stata collocata in precedenza, trasportata proprio qui, a mano e di peso, da volontari e da responsabili della Protezione Civile Valchiampo.
Questa è, infatti, una lunga storia, che risale agli inizi del 2002. Ad anno scolastico inoltrato, la docente di “Arte e immagine” del locale Istituto Comprensivo, Laura Guiotto, partecipa ad un corso di aggiornamento. Gli esperti del corso propongono di far lavorare gli alunni direttamente con i materiali autentici di un affresco: le tavelle, la calce, i pigmenti in polvere. Ed ecco l’idea che nasce e si sviluppa: un affresco posto lungo il sentiero “Strosi, Prà e vece contrà”; anche questo, del resto, opera degli alunni dell’Istituto che nel corso degli anni hanno appreso dai loro insegnanti il gusto ed il piacere di valorizzare le loro contrade e l’ambiente incontaminato dell’Alta Valle del Chiampo.
L’intenzione originaria, la rappresentazione di una anguana ( figura mitica dell’immaginario popolare legata alle acque e alle cavità naturali della montagna), viene trasformata quando il padre di un alunno propone alla docente un bellissimo arco in pietra situato in contrada Repele che la incanta e le fa cambiare immediatamente il progetto. Nasce così l’idea della rappresentazione di Maria, de amore unius matris omnia mirabilia, ( “dall’amore di un’unica Madre nascono tutte le meraviglie” ), eretta a protettrice del sentiero naturalistico realizzato dalla scuola.
Già dalla prima sera in cui la professoressa inizia a riportare su carta i bozzetti, si rende conto che qualcosa lavora per la conclusione veloce e spedita di questo progetto. Fin da subito l’immagine riprodotta con il proiettore combacia alla perfezione con lo schizzo realizzato in classe e gli alunni coinvolti si appassionano e si dedicano alle fasi operative anche al di fuori della scuola, in orari impensabili. Quest’idea sembra galoppare e nel giro di pochissimo tempo i ragazzi terminano l’opera lottando contro le numerose difficoltà che si presentano: tecnica sconosciuta, colori che si modificano, maltempo che ostacola i lavori. Nulla ferma i giovani pionieri di questo progetto ed ecco che, dopo appena due mesi, la “Mirabile” è pronta.
Il 1 giugno 2002, nel luogo appunto messo a disposizione da Luigi Repele, uno degli allora proprietari dell’arco, alla presenza delle autorità del momento si procede all’inaugurazione della “Mirabile”. Il sito viene anche benedetto e, da quel momento, la Madonna sembra salutare con il suo sguardo dolce e sereno chi passa per la via.
Spinta dall’entusiasmo iniziale, la professoressa Guiotto inizia a vedere questo primo affresco come parte di un’opera molto più ampia e coinvolgente, che prosegue con il recupero artistico di altre parti del sentiero. Il progetto si espande. Diventa grande. Coinvolge cinque contrade. Cinque affreschi tutti realizzati dagli alunni, sotto la sua supervisione, all’interno dell’attività didattica dell’Istituto Comprensivo. Tutti legati al messaggio di Maria. In contrada Meceneri, Maria va in visita da Santa Elisabetta (Opem tibi ego feram), il messaggio è quello di aiutare chi ha bisogno; in contrada Perli, Maria partorisce il suo Bambino ( Amore egentibus donate),il messaggio è quello di dare amore a chi lo chiede; in contrada Pozza, Maria assiste il Figlio nel primo suo miracolo (Eius itineris lucem sequimini), il messaggio è quello di seguire la luce delle sue parole. E, per ultimo, il quinto affresco che ancora deve prendere forma, ma che vuole dare un messaggio di perdono e resurrezione.
Dal 2002 si arriva dunque al 2008 e, proprio al momento dell’inaugurazione del terzo affresco in contrada Meceneri, ecco le prime avvisaglie dei problemi che condurranno a spostare la “Mirabile”. L’erede del sito di Contrada Repele si rivolge al Comune di Crespadoro chiedendo la sua rimozione per motivi non meglio precisati.
Ma non è facile rimuovere un affresco così grande. Né è facile riuscire a trovare per un’opera di questo tipo una collocazione adatta che rientri in tutto il progetto. Vi è, infatti, la necessità che rimanga nella prima parte del sentiero “Strosi, Prà e vece contrà” per poter dare un senso alla sua presenza nel percorso artistico progettato dall’insegnante.
I tentativi di conciliazione con la proprietaria del sito ai Repele si rivelano ben presto inutili e la proposta dell’Amministrazione Comunale di provvedere ad una rimozione provvisoria presso un magazzino locale spaventa l’insegnante responsabile perché l’opera potrebbe venire danneggiata nel trasporto, con il rischio poi di essere anche dimenticata. Altro fattore urgente le condizioni che nel frattempo circondano la Madonna dell’affresco. La “Mirabile” soffre….Il sito originario si è ridotto ormai ad un deposito di immondizia, di attrezzi da cantiere vecchi e arrugginiti. in ogni momento l’affresco corre il rischio di venire deturpato o sporcato. Addirittura giungono minacce che potrebbe essere distrutto. C’è bisogno di spostarla, di fare in fretta e senza pagare né materiali né manodopera data la mancanza di fondi disponibili.
Inizia qui una storia che potrebbe sembrare un continuo superamento di infinite difficoltà a cominciare dalla ricerca di un altro sito adatto, che viene identificato in un luogo bellissimo, la “Pontara della Nena”, a un passo dal paese di Crespadoro, ma al tempo stesso isolato, in mezzo alla natura, con appresso le arnie delle api, messo a disposizione da proprietarie di rara sensibilità, le sorelle Emma, Marilena e Idelma Dalla Pozza. Una storia che parla di bisogni molteplici soddisfatti alla fine con l’aiuto di tutti. La necessità di reperire materiale particolare, come i sassi necessari per costruire un volto sotto cui porre l’affresco e l’esigenza di progettare una costruzione portante con un progetto vero e proprio da far approvare passando attraverso l’Amministrazione Comunale e la Soprintendenza per i Beni Ambientali.
Fondamentale si rivela l’aiuto di chi ritiene l’opera realizzabile e ne suggerisce l’impostazione progettuale; importantissima si manifesta la collaborazione dell’ingegner Imerio Tovo, che progetta, con il patrocinio della Comunità Montana “Agno Chiampo”, l’opera alla fine approvata dalla Commissione edilizia di Crespadoro; parimenti essenziale è l’apporto dell’architetto Giampietro Dalla Costa, che si rende disponibile a dirigere i lavori.
Ben presto, quello che era iniziato come un semplice spostamento diventa un progetto molto più grande che coinvolge molte persone: dalla Protezione Civile Valchiampo, impegnata con varie squadre di lavoro, alla Proloco di Crespadoro, nella persona di Tiziano Tagliapietra (che diventa Committente dei Lavori); dai volontari del “Gruppo Strodi” alla ditta SE.PI. Escavazioni di S. Pietro Mussolino e alla Ditta Furgoni di Crespadoro, che offrono i materiali necessari.
L’elenco completo di chi ha sostenuto e voluto togliere la “Mirabile” dal luogo nel quale si trovava è molto più lungo: in totale 110 persone, che hanno tutte fornito gratuitamente le proprie prestazioni. I nomi di tutti, ciascuno ugualmente importante, sono scritti e custoditi, uno per uno, in un piccolo vano sigillato, ricavato alla base del capitello, sotto lo sguardo tenero e affettuoso di questa Madre che tutto veglia e tutto sa.
Un’operazione semplicissima, ma che ha un senso molto profondo per tutti, effettuata al momento dell’inaugurazione, lo scorso 7 novembre, alla presenza delle autorità che hanno autorizzato questo spostamento e di chi ha dato il suo apporto perché esso avvenisse. Un momento di indubbia commozione, che ha visto concludersi in bellezza le peripezie che hanno accompagnato tutto il progetto, terminato con il trasporto dell’affresco, eseguito a mano e portato a peso, imballato in tavole di legno, mettendo la parola fine ad una vicenda piena di preoccupazioni. Lei, la “Mirabile”, sembra ora ancora più bella e fulgente, i colori addirittura ravvivati nella nuova collocazione in piena luce.
Lieto fine dunque per una vicenda che, così narrata, sembra una tenace lotta per superare innumerevoli difficoltà burocratiche e invece non lo è…. È la storia di chi ha voluto fortemente che questa Madonna trovasse “un suo posto”, pensando di fare una cosa giusta e utile. Un progetto che ha visto moltissime persone lavorare per il bene comune. Senza tornaconti. Qualcuno lo ha voluto definire “un miracolo”, e in effetti, in una società che insegna a non fare niente per niente, è un raro esempio di abnegazione, altruismo e disponibilità per il bene di tutti.
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